Bio

Paola Elia ha iniziato a praticare yoga nel 2002 con Walter Tirak Ruta (scuolayogapramiti.it) e da allora, accanto alla professione nel campo della comunicazione (laurea magistrale in Scienze della Comunicazione, IULM – Milano, 2000), non ha più smesso. Tra i 26 e i 32 anni ha viaggiato molto e ha così avuto modo di conoscere pedagogie diverse, come la scuola Jivamukti di New York, lo Yoga Lifecenter di Londra e altri approcci allo yoga nel suo paese di origine, in India.

Nel 2006 ha completato il corso di meditazione VIPASSANA. Dal 2011 segue il metodo Hahoutoff sotto la guida degli insegnanti Claudio Conte e Patrick Tomatis. 

Nel 2017 conclude la S.F.I.D.Y, scuola quadriennale di formazione all’insegnamento dello Yoga (700 ore) in cui ha avuto modo di studiare anatomia, fisiologia applicata allo Yoga, filosofia indiana e sanscrito, accanto alla pratica con Boris Tazky e Alberta Biressi referenti dello Yoga dell’energia e con gli insegnanti Patrick Tomatis e Claudio Conte per il metodo Hahoutoff.

Socia ordinaria YANIYoga Associazione Nazionale Insegnanti, segue regolarmente corsi di aggiornamento e formazione continua certificata. Dal 2023, assume il ruolo di coordinatrice YANI per l’area Lombardia Nord e Svizzera. Crede profondamente nel confronto con insegnanti provenienti da diverse tradizioni yoga.

Dal 2017 comincia ad insegnare e nel 2019 fonda Yoga Time, non un luogo ma un un tempo da dedicare allo yoga, con l’idea di portare la pratica in spazi diversi e non scontati, al fine di far conoscere questa disciplina anche a chi non l’aveva presa in considerazione. Propone corsi di gruppo in italiano e in inglese all’USI-Università della Svizzera italiana, in SUPSI-Scuola universitaria della Svizzera italiana in azienda, al Conservatorio della Svizzera italiana, all’Accademia di Architettura di Mendrisio, in città a Lugano; offre lezioni individuali, ma è nelle lezioni di gruppo che trova un’energia speciale nel vedere persone eterogenee che si ritrovano a percorrere lo stesso cammino.
Dal 2026 partecipa a programmi in ambito sociale, come l’insegnamento dello yoga in carcere. Saltuariamente propone corsi di yoga per bambinə nel dopo-scuola, ma nello scenario odierno saturo di impegni, preferisce pensare ai giovanissimi liberi di giocare tra di loro e di annoiarsi regolarmente.

Come praticante ed insegnante, persegue con ardore il lavoro sull’evoluzione a cui l’essere umano può avere accesso attraverso lo sviluppo di tutte le sue facoltà. Curiosa, eclettica per natura, ama studiare e continua a farlo con indologi, filosofi e ricercatori. La meditazione è la dimensione che sente più vicina nel suo lavoro di ricerca e forse lo strumento più potente che ha ricevuto dallo yoga.